Birra Arcadia

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La Leggenda

Correva l'anno 431 a.c. quando, in una piccola regione della Grecia peloponnesiaca, il dio Pan decise di punire la tracotanza e l'avarizia degli abitanti. Pan privò la popolazione del senso del gusto e vietò alle sue ninfe di danzare libere tra i boschi. Fu allora che il semidio Arcade, figlio di Zeus e Callisto che dimorava nel cielo, decise di creare un antidoto che potesse restituire agli uomini il loro senso ormai maledetto. Arcade, mutato da Zeus nell'orsa minore, viaggiò di stella in stella raccogliendo in ognuna pura essenza divina.
Ottenne un liquido dorato come la luce degli astri e dissetante come l'acqua del fiume Alfeo. Ma purtroppo ancora mancava qualcosa. Serviva un componente semplice, un frutto della terra, che potesse ricordare all'uomo che sono le cose semplici e genuine che rendono l'esistenza mortale felice, non l'avarizia. Arcade venne a sapere che il popolo di una penisola non lontana, conosciuta oggi con il nome di Italia, aveva appreso una tecnica di lavorazione di un particolare frutto della terra, che in lingua italica veniva chiamato Luppolo.
Esso completava a perfezione il suo liquido magico poiché le sue impercettibili note amare sposavano meravigliosamente la melodia di sapore creata dall'essenza di tutte le stelle. L'amaro doveva rimembrare all'uomo che anche le piccole diversità e imperfezioni collettivamente possono generare la perfezione. Aggiunto l'ultimo componente al suo antidoto dorato, Arcade si precipitò a tornare in Grecia e a somministrare ad ogni uomo un calice colmo. Appena il magico liquido si posò nei loro palati le loro lingue, ormai sopite da tempo, si ridestarono.
Nessuno si ricordava di aver mai bevuto una bevanda dal sapore così vivo. Presi dalla gioia di poter gustare e condividere un tale sapore la popolazione iniziò a danzare euforicamente e a cantare. Il suono delle loro voci, anche se singolarmente imperfette, unite in un unico canto, generò una melodia che spinse le ninfe dei boschi a violare il veto del Dio. Esse tornarono a danzare con gli uomini come in passato e i festeggiamenti durarono tutta la notte. Il giorno seguente interi campi vennero seminati con il magico frutto italico, in maniera tale che la gioia e quel liquido battezzato "birra" non potessero mai più mancare.
Gli uomini nominarono tutta l'area dove venne seminato il magico luppolo “Arcadia”, in onore del semidio Arcade che insegnò nuovamente all'uomo come gioire per le piccole cose. Arcadia è il simbolo della semplicità dello stile di vita delle persone, del loro attaccamento alla Natura. Rappresenta il risultato spontaneo della vita vissuta naturalmente.

Autore: Fulvio dell'Antonio



Arcadia

Birra Arcadia nasce dalla passione per la birra e dall'amore per i sapori più raffinati.

Un'attenta produzione artigianale, le materie prime di alta qualità e una meticolosa sperimentazione sono le colonne su cui si basa la nostra birra.

Il nostro credo verte sul combinare al meglio sapori italiani con stili birrai affermati in tutto il mondo. Far sì che ad ogni sorso di Birra Arcadia si percepisca la passione che mettiamo in ogni singolo processo produttivo à il nostro intento.